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22.05.2014. COMUNICATO STAMPA DEL SEGRETARIO GENERALE DELLA UIL PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, BENEDETTO ATTILI.

Secondo una prassi generalizzata, i parlamentari eletti sono obbligati a versare delle somme predeterminate al partito politico di appartenenza, mediante un’auto-decurtazione del proprio stipendio nella misura stabilita da specifici patti stipulati con le organizzazioni di riferimento. Sin qui nulla quaestio”, commenta il Segretario Generale della UILPA, Benedetto Attili, il quale aggiunge:  “Le erogazioni liberali in favore delle associazioni cui si aderisce costituiscono un atto che rientra nella sfera privata del cittadino ma nel momento in cui tali elargizioni gravano sulle tasche della collettività diventa più che lecito sollevare il problema”.

Prosegue Attili: “Per effetto di norme di legge emanate dal nostro Parlamento, le detrazioni d’imposta per erogazioni liberali, d’importo compreso tra i 50 e i 10.000 euro l’anno, in favore di partiti politici, a decorrere dall’anno d’imposta 2013, sono state elevate dal 19% al 24%. Ma non finisce qui”, continua il Segretario Generale della UILPA, “A decorrere dall’anno d’imposta 2014, tale aliquota sarà ulteriormente elevata, dal 24 al 26 per cento e non solo; per effetto di quanto previsto dal D.L. 149/2013, la medesima aliquota di detrazione sarà applicata anche alle erogazioni liberali, di importo compreso tra i 30 e i 30.000 l’anno, in favore dei partiti politici iscritti nella prima sezione del registro istituito con lo stesso decreto”.

“Tali innovazioni normative, di fatto, costituiscono un vero e proprio escamotage per consentire ai nostri parlamentari di recuperare una buona fetta dei redditi elargiti al partito politico di appartenenza, depauperando in tal modo risorse economiche pubbliche che potrebbero essere investite in favore della collettività ”. Conclude Attili: “Siamo di fronte ad un ulteriore sperpero di denaro pubblico in favore della casta. Vorremmo sapere dal premier Matteo Renzi per qual motivo nella lista dei tagli di spesa non è stato valutato di operare una riduzione di tali aliquote. In quale direzione soffia il vento del cambiamento?”