Roma, 1 febbraio 2016

Roma, 1 feb. (Adnkronos/Labitalia) - "Noi lo abbiamo sempre detto e lo ripetiamo: quando ci sono reati penali da parte di dipendenti pubblici, vanno perseguiti penalmente. Detto questo, se si parla di attività illecite di settemila addetti 'infedeli' su oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, si tratta di una percentuale intorno allo 0,3%, a fronte di oltre il 99% che lavora e non si macchia di questi reati". Così il segretario generale della Uilpa, Nicola Turco, commenta, con Labitalia, sugli accertamenti compiuti dalla Gdf nel corso del 2015.
Per Turco, non ci sono dubbi sul fatto che chi "sbaglia deve pagare, a livello penale, lo diciamo da sempre", ma allo stesso tempo al sindacalista non va giù che "viene fuori una campagna mediatica sempre quando si devono rinnovare i contratti: quello dei dipendenti pubblici è fermo da sette anni nonostante una sentenza della Consulta". E sul contratto fermo da sette anni Turco ricorda "il silenzio del premier Renzi, che non ha detto una parola sul contratto in questi sette mesi, come se appunto il contratto non esistesse, fa finta di niente: il governo deve muoversi".
Ma l'azione del sindacato non si ferma. "Noi continueremo - conclude Turco - le nostre mobilitazioni unitarie con Cgil e Cisl a livello regionale, e poi aspetteremo un segnale dal governo per aprire la trattativa per il rinnovo".